LA PARTITA DEL TIFOSO

LA PARTITA DEL TIFOSO - LA STORIA DI TRE PERSONAGGI...

Redazione
18.09.2019 12:09

Se avessi voluto aspettare un po’, prima di scrivere... Se avessi voluto mettere distanza, almeno emotivamente, con la partita di domenica, a occhio e croce, per quest’articolo avreste dovuto aspettare almeno un paio di mese. Però, vista l’importanza che riveste per voi quanto ho da dirvi, preso atto che senza il mio articolo proprio non ve la firate di stare, eccomi a voi!

Questa è la storia di tre personaggi su tutti: il salomonico mister, amante delle cose eque e della imparzialità; il Capece incredulo che i bene informati sostengono di averlo visto per la notte della partita ancora lì, fermo a centrocampo, incapece di farsi capece (non è cacofonico, è fatto apposta, che credete??!!) che dovesse essere proprio lui a uscire dal campo e l’immenso Ciccio Scarpa.

Mister Erra ha preso questa bella abitudine di cambiare due giocatori contemporaneamente, a mezzo secondo dalla fine, proprio mentre stai vincendo e/o pareggiando. I meno attenti di voi penseranno che lo faccia per mero gusto masochistico; i più belli di voi penseranno che lo faccia per imbrogliare un poco la minestra e non farci capire niente all’avversario; i più bassi di voi penseranno che lo faccia perché convinto che sia obbligatorio fare le cinque sostituzioni e sapete com’è, preso da tante cose se ne scorda, per poi ricordarsene (per sfortuna) all’ultimo minuto. Avete sbagliato palazzo, mie cari! So io perché lo fa e mi accingo a rivelarlo: lo fa perché lui ama le cose eque, perché è imparziale e anche se a rubacchiare una vittoria è la sua squadra, lui fa in modo di rimediare: cambia due giocatori contemporaneamente, quando non c’è più tempo di assestarsi bene in campo, quando non è della confusione che sentiamo impellente bisogno ma di freddezza ed esperienza e magari, già che c’è, toglie i migliori in campo!

Venendo al secondo personaggio della nostra amena storiella, vi vorrei proporre un referendum: chi sostiene che il centrocampista vichingo non debba mai uscire dal campo, anche se in infradito e canottiera della salute addosso, risponda a questa mia con un (); chi sostiene “Chi foss ‘o norvegges, Pirl?! Ch’è nun po esser cagnat maij??”, risponda a questa mia con un (). Io ovviamente cerco di influenzarvi dicendo che per me Capece non deve uscire mai dal campo, soprattutto alla fine di una gara che si sta vincendo (ma a pensarci bene, anche se la sto perdendo/pareggiando): quando ho bisogno della sua esperienza, della sua freddezza e della sua tecnica. Insomma: questo è forte assai e deve stare in campo, sempre!

Ovviamente non sto dicendo che non le abbiamo più vinte, le ultime due, per colpa dei cambi, figurarsi; sto dicendo che i cambi, a mio non modesto avviso, non hanno per nulla complicato le cose agli avversari, già con la spada di Damocle (ma quante spade tiene questo Damocle! Ma che carogna!) che penzola sul collo, per una imminente sconfitta. Di certo, sempre a mio colto avviso, non hanno tranquillizzato i nostri.

Ciccio Scarpa… Eh, che volete da me? Mi sono finiti gli aggettivi, li ho spesi tutti per lui! Posso solo dire: che grande giocatore!!

Però, ragazzi miei, pollicione su, pollicione giù, a parte gli scherzi, scendiamoci questo rospo giù per il gargarozzo e rimbocchiamoci le maniche. Forza Erra: il campionato è difficile assai ma noi ce la possiamo fare, a cominciare da domenica. Il prossimo è un avversario ferito e con voglia e necessità di fare punti. Dal canto nostro, è giunto il momento di levarci i macigni dalle scarpe e ritornare con gli interessi quello che abbiamo patito lo scorso anno, in particolare contro avversari che sembravano aver inventato loro il calcio, quando li abbiamo incontrati. Ma quello che è stato e quello che si è patito è imputabile solamente a noi; il vento deve cambiare e la ruota deve girare: è venuto il tempo di buttare mazzate feroci!!

Alberto Maria Cesarano
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