LA PARTITA DEL TIFOSO

LA PARTITA DEL TIFOSO - LA MIA DOPPIA PERSONALITA' E I PENSIERI DI DIONIGI

Redazione
20.12.2017 13:12

Eccomi qui. Mi sono appena issato con gran fatica dal divano, dove sono rimasto inchiodato per due giorni, da quando cioè ho vissuto un vero e proprio sdoppiamento di persona. Da un lato, la ragione mi diceva: “Possibile che quello che sto vedendo sia tutto vero? Possibile che ci siamo fatti gol da soli, senza che quelli abbiano neppure provato a tirarci in porta?!”. Dall’altra parte, invece, il sentimento: “Ma no, stai tranquillo. Adesso l’arbitro fischierà qualche fallo di confusione in area oppure quell’altro alzerà la misericordiosa bandierina a segnalare qualche fuorigioco. Così, una volta passata questa manciata di minuti che restano, ci portiamo a casa tre punti meritati e fondamentali!”. Purtroppo la ragione ha prevalso sul sentimento, era lei a essere nel giusto. Risultato: un’autentica rapina a mano armata subita e altri due punti devoluti in beneficienza alle concorrenti per la salvezza.
Ora vi chiedo: ma voi la ricordate una partita finita così, a nostro favore? Io non ho mai acciuffato un pareggio in questo modo balordo e immeritato. A consolarmi ci ha pensato l’irrefrenabile gioia dei calciatori avversarsi, precipitatisi tutti, anche dalla panchina, a festeggiare lo scippo del secolo. Non li biasimo, quello era il loro momento, o meglio, il loro ‘moment’, dopo la brutta emicrania cui sono stati costretti dai nostri ragazzi, per un’ora e mezza.

Di qualcosa di ben più grave avrà sofferto il povero Dionigi, mi sembra evidente. Altrettanto evidente è che a Catanzaro traccino le linee del campo con qualche sostanza chimica altamente illegale e nociva. Solo così, infatti, posso giustificare le sue affermazioni. Ho visto le interviste post partita fatte ai tifosi del Catanzaro: praticamente ci capiscono di pallone più del loro stesso allenatore, visto che hanno parlato di miracoli di Nordi, di fortuna (la loro) e di una gran bella squadra (la nostra). Finanche i giornalisti l’hanno dato in testa e hanno parlato di un pareggio fortunato e di una Paganese che poteva fare due o tre gol, soprattutto nel secondo tempo. Vabbè, quelle di Dionigi erano le parole di un uomo in evidente stato confusionale o più semplicemente… No, ditemi voi cosa avrà passato Dionigi in quelle due ore di partita. Io sono il solito magnanimo e voglio darvi dei suggerimenti. Nel corso della partita Dionigi avrà pensato:

a) “Ma che strano, mi avevano detto che avremmo giocato con la Paganese e non con il Lecce. E in effetti, la Paganese non sarà, questi hanno la maglietta bianca… ”;

b) vedendo i gol che abbiamo sbagliato noi, ai suoi tanti gol fumati in carriera;

c) “Ma ‘o capton, a Natal, è meglio fritto oppure in umido? No, fritto, certamente! Fritto è la morte sua.”;

d) “Ma scusate… No, seriamente… Non dovevano essere scarsi questi?! Non ci sto capendo niente, questi sembrano il doppio di noi! Questi sgusciano via come… come… cumm ‘e captun…”.

Di tutt’altra pasta il nostro allenatore. Ben cosciente delle fesserie proferite dal collega, ha pensato bene di essere superiore e non curarsi di lui. Ha analizzato in maniera lucida e di conseguenza corretta la partita. Si sarebbe potuto pure allargare e dire: “Poche chiacchiere, vi abbiamo fatto la capa tanta” ma evidentemente lo sconforto per il risultato ha prevalso e ha scelto il basso profilo. Ancora una volta però, lo scontro diretto tra gli allenatori lo ha vinto lui!

Quanto ai ragazzi, dobbiamo ammettere che hanno disputato un’altra partita alla grande, con voglia, coraggio e bravura. Purtroppo il nostro allenatore dice il giusto quando afferma che non si può pretendere di fare due o tre gol a partita e quindi dobbiamo essere così bravi da portare a casa i tre punti, anche con un misero golletto. Del resto a noi è successo tante volte di trovarci dalla parte sbagliata, ora basta, lasciamo che siano gli altri a leccarsi le ferite e sentirsi defraudati. Voglio provare l’ebbrezza di vincere giocando male, tirando mezza volta in porta, dopo che gli avversari ci hanno messo in mezzo per tutta la gara. Non so se si è capito, ma a me dello spettacolo non me ne può fregare di meno, se ci tengo, vado a teatro; io voglio vincere le partite e se qualche volta dovessimo farlo ‘rubando’, pazienza.Iniziamo sin da sabato visto che comincia il girone di ritorno. Si volta pagina e pertanto potremmo anche cambiare abitudine e goderci il meraviglioso spettacolo degli altri che spiegano, mentre noi festeggiamo, proprio come ebbe a dire Julio Velasco. Lui sì che è un allenatore. Vero Dionigi?

Alberto Maria Cesarano
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