FUORIGIOCO

FUORIGIOCO - L'AMBIENTE E' RASSEGNATO, MA NULLA E' ANCORA PERDUTO

03.11.2017 10:11

C’è in giro un’aria che non mi piace. Vedo volti di tifosi e di appassionati intrisi di delusioni, vedo sconforto e rassegnazione in tutti gli ambienti solitamente vicini alle sorti dei colori azzurrostellati. Sono bastate due sconfitte consecutive per far precipitare la Paganese in fondo alla classifica, là dove non batte il sole. La penultima, arrivata a Rende senza tante giustificazioni; l’ultima, sabato scorso in casa contro un cinico Monopoli. La squadra, per la verità, proprio contro i pugliesi aveva dato segni di ripresa ma è andato proprio tutto storto. Non è proprio facile dare sterzate tecnico-tattiche nel corso di un cammino tortuoso, ma Massimiliano Favo le sta provando tutte per cercare di rimettere in sesto la squadra. 

Tanto per entrare nel tema, sento di dover dire che l’esperimento di Scarpa nel ruolo di centrocampista incursore contro il Monopoli è riuscito pienamente. Il calciatore, investito di responsabilità, ha dato il meglio di sé non solo in fase di proposizione in avanti ma anche a sostegno del centrocampo e della difesa. Probabilmente, senza essere ristretto in determinati compiti tattici, è riuscito ad esprimere – e mi auguro che lo faccia ancora a Siracusa – tutto il suo estro, la sua personalità e la sua indubbia classe.
Oramai si è capito che la squadra per cercare di risollevare le sue sorti deve puntare su uomini di grande affidabilità. Fra questi inserisco Carcione. Si, lo so: non sta attraversando un grande momento, ma – scusatemi – fintanto che Favo lo ritiene abile e arruolabile, è giusto, per carisma e caratteristiche tecniche,– che le chiavi del centrocampo siano affidate nelle sue preziose mani. Altro discorso se – putacaso – dovesse avere problemi di natura fisica; in tal caso, l’allenatore, che segue giorno per giorno i suoi ragazzi e che non è masochista, di certo opterebbe per una soluzione diversa.

La partita di Siracusa, come tutte le altre oramai in questo campionato molto livellato, assume un valore determinante per le sorti degli azzurrostellati. Un risultato positivo riporterebbe un po’ di fiducia nell’ambiente della tifoseria e della stessa società che probabilmente all’inizio ha fatto male i suoi conti in fase di allestimento della squadra. C’è tempo per recuperare il terreno perduto, con qualche azzeccato aggiustamento nel mercato di riparazione. Importante è però non affondare giù in classifica. Ecco perché la partita di Siracusa assume un grande significato; ecco perché gli atleti che intendono legare il proprio nome ai destini della Paganese dovranno dare il meglio di se stessi. Forse domani, in novanta e più minuti, sapremo se la squadra ha nelle corde i valori che le consentiranno di continuare a sperare in una difficile salvezza.

Nino Ruggiero
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