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DA BISCEGLIE A BISCEGLIE: CRONISTORIA DI UN ANNO (E PIU') DAL FINALE SCONTATO

Redazione
01.06.2019 18:06

Da Bisceglie a Bisceglie: in 19 mesi, si è riavvolto il filo del fallimento tecnico che ha riportato la Paganese in D dopo 13 anni in Serie C. L'epilogo del Ventura è l'ultimo atto di una sceneggiatura dal finale già scritto, che ha avuto il suo prologo esattamente un anno e nove mesi fa, in casa contro la formazione nerazzurra. Fu infatti il Bisceglie ad inaugurare il il nuovo corso della Paganese nella scorsa stagione, con una vittoria per 2-0 al Torre che costò la panchina a Matrecano. Doveva essere l'inizio di un riavvio tecnico dopo le due belle stagioni con Grassadonia, sostituito con l'ex difensore di Foggia e Parma scelto più per convenienza che per convinzione: tanto che, dopo una sola gara, è stato dirottato nuovamente (e sotto traccia) nelle giovanili. Da quel momento in poi si sono succeduti sulla panchina azzurrostellata altri quattro allenatori, Favo, De Sanzo, Fusco ed Erra, che non sono riusciti ad evitare il disastro iniziato nell'estate del 2017. 
Già lo scorso anno la Paganese aveva rischiato grosso, con la doppia sfida playout col Fondi a salvare la categoria nonostante una stagione sottotono. "Vogliamo evitare di soffrire fino alla fine", si era detto in estate, dopo aver dato il benservito a De Sanzo per affidare la panchina ad un altro tecnico alla prima esperienza come Fusco. Si è fatto peggio, soprattutto nell'allestimento della squadra per il quale tutte le componenti hanno responsabilità, sebbene con le dovute proporzioni: tantissimi giovani alle prime armi, la conferma delle riserve dell'annata precedente (specie in difesa), un manipolo di ragazzini, più Scarpa e Cesaretti ai quali si è chiesto di rifare gli straordinari. 
L'inizio di campionato è stato tremendo, con sconfitte a raffica, imbarcate storiche, due soli punti raccolti e Fusco - il quale ha avuto la colpa di aver avallato il "progetto" iniziale ed essersi intestardito con le sue idee - allontanato prima del derby con la Cavese. Per fare posto a chi? Al tecnico che non era stata ritenuto idoneo per la categoria pochi mesi prima, che ha cercato di trasmettere la sua determinazione ad una squadra che non aveva tali caratteristiche. Qualche timido risultato è arrivato, troppi pareggi, poi da gennaio con gli arrivi di Stendardo e Capece si è messa un po' di esperienza in rosa, ma la sterzata definitiva non c'è stata. L'esonero di De Sanzo, seconda bandiera ammainata in pochi mesi, è arrivato forse troppo tardi perchè già in casa col Potenza (quella sarebbe stata la gara "naturale" per un avvicendamento) e proprio col Bisceglie si era intuito che la strada fosse segnata e forse la squadra non seguiva più il tecnico, che obiettivamente ha fatto poco. Alessandro Erra ha cercato di fare il possibile, è il minor responsabile del tracollo, anche se ci ha messo la faccia. La sua Paganese ha effettuato, anche grazie alla penalizzazione e al crollo del Bisceglie, una rimonta importante che ha portato gli azzurrostellati ad agguantare un playout che, a un mese e mezzo dalla fine, sembrava insperato. 
Nel doppio confronto la Paganese non è stata inferiore: stessi gol segnati del Bisceglie, una vittoria ed una sconfitta, ma retrocessa per il peggior piazzamento in classifica. La partita di ritorno è stata la fotografia esatta della stagione, sarebbe bastato poco per spuntarla (evitare il primo tempo horror) come sarebbe bastata maggior attenzione da luglio scorso ad oggi per non arrivare a questo epilogo. Decisiva la classifica, decisivo il campionato assurdo disputato dagli azzurrostellati. A mente lucida, la retrocessione è la conclusione più giusta e meritata di questa stagione difficilmente ripetibile. La retrocessione fa parte del gioco, ma non fare nulla - o comunque poco - per evitarla è stato il peccato più grave. Alle valutazioni tecniche, completamente sbagliate in estate ed in parte anche a gennaio, sono seguite le valutazioni/profezie extra-campo che non si sono avverate: speculare sulle disgrazie altrui non ha portato i frutti sperati. A Trapani e soci va dato atto di aver tenuto la barra dritta in tema di gestione economica, in un calcio martoriato da penalizzazioni che non hanno mai interessato, per tali motivi, la Paganese. Questo fa della squadra azzurrostellata un club virtuoso e speranzoso nella riammissione che sarebbe meritatissima. Adesso, smaltita la delusione, sarebbe ora di conoscere le intenzioni della società per il futuro, soprattutto lo meritano i 350 impavidi di Bisceglie (promossi solo i tifosi in questa annata funesta). Fare all-in sulla riammissione è cosa buona e giusta, ma potrebbe essere controproducente...già durante l'anno si è pensato troppo in casa altrui e troppo poco in casa propria!

Danilo Sorrentino
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