DESTINI INCROCIATI

DESTINI INCROCIATI: PINO PALUMBO

18.11.2015 22:11

Non poteva mancare nei nostri DESTINI INCROCIATI, una chiacchierata con Pino Palumbo ex allenatore della Paganeseche ha scritto una pagina storica del calcio azzurrostelalto con il ritorno in C1, al termine della stagione 2006-'07, battendo nella finale Play-off la Reggiana. E' ritornato, poi, più volte al capezzale della Paganese, dove non è andata bene ma rimanendo sempre fedele al suo modo di pensare il calcio ed i rapporti umani.
 
Buona sera mister, con piacere la ritroviamo in panchina. Che campionato è quello di quest'anno in Lega Pro?
 
"Rispetto all'anno scorso son cambiate le regole. Basta che i giovani siano in rosa, nel numero di otto, poi però le squadre sono piene di over e dunque il livello è diverso e l'esperienza pesa nel complesso. E' un campionato di grande equilibrio, insidioso, difficile, dove ogni domenica devi guadagnarti il futuro".
 
Melfi e Paganese sono l'eccezione in un campionato di grandi piazze...
 
"E' vero, ed entrambe devono sudare più delle altre, perché piazze come Caserta, Benevento, Catania, Messina, Lecce, hanno un potenziale economico e di spettatori diverso dal nostro contesto. Noi basiamo il progetto da sempre sui giovani e tramite loro dobbiamo raggiungere il risultato della permanenza, che è la nostra vittoria del campionato".
 
Domenica arriva la Paganese...
 
"Chi arriva, arriva. Il Lecce o la Paganese, ci servono i tre punti. Non veniamo da un periodo positivo, al di là del pareggio di sabato scorso ad Andria, questo è il problema che ci poniamo oggi. Domenica dobbiamo cercare di far bene e vincere".
 
Mi dica la verità, ci sarà emozione nell'incontrare la Paganese?
 
"Ci sarà sempre emozione, perché la Paganese è stata una tappa importante della mia carriera. Ho conosciuto tanta gente di spessore, altre meno e sono rimasto deluso dai loro comportamenti. Nella vita ognuno ha il suo carattere, il proprio modo di pensare ed io manterrò sempre la mia etica, anche se le persone che mi hanno deluso non stanno più nei miei pensieri, gli auguro tanto bene. Ricordo invece con piacere Cocchino D'Eboli, ora non è più a Pagani, so che è stato operato ed a lui va il mio più sincero in bocca al lupo di pronta guarigione".
 
A cosa o a chi è legato di Pagani?
 
"Il meraviglioso pubblico, abbiamo vinto un campionato vero, difficile, con grandi squadre, esprimendo un gran calcio. Quando vinci in un posto c'è sempre un ricordo particolare e lo porterò sempre con me. Anche le delusioni e le sconfitte perché anche quelle, come nella vita, fanno parte del calcio ed io ho guardato le cose sempre con gli occhi del rapporto umano oltre il calcio".

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