LA PAGANESE VISTA DA... NOCERA

LA PAGANESE VISTA DA...NOCERA: NON E' VERO MA CI CREDO!

Peppe Nocera
04.12.2017 10:12

Nel calcio la scaramanzia riveste un ruolo importantissimo e sono tanti gli esempi che ne sono la dimostrazione. Dai calciatori che entrano sul rettangolo di gioco con lo stesso piede, o saltellando, allacciandosi prima la scarpa destra, chi si fa il segno della croce tre volte e potrei continuare all'infinito. Anche io a volte nei momenti di massima disperazione, come in questo, mi affido o cerco di farmi capace che seguendo un certo rituale si avveri ciò che uno spera, nel mio caso la vittoria della Paganese. Ricordo che nel lontano 1991, gli azzurri allora militavano nel campionato d'Eccellenza, indossai per tutto il campionato un maglione azzurro ogni domenica sia in casa che in trasferta...vincemmo il campionato. Ritornando ai giorni nostri cominciai ad escogitare altre scaramanzie, ovviamente non sempre funzionavano, ma quella di non seguire le partite mi sta dando tante soddisfazioni. Cominciai con la semifinale dei play-off nel 2007, a Ferrara, con la Spal per la promozione in C1. Tutta Pagani si recò al Paolo Mazza, io no, e non la seguii neanche da casa, sin quando mio nipote mi telefonò per dirmi il risultato. Altra semifinale nel 2012 a Lamezia Terme quando Robertiello parò di tutto poi Luca Orlando timbrò il gol qualificazione per la finale con il Chieti poi vinta. Ricordo che quel pomeriggio andai ad un funerale del padre di una mia collega ad Angri, altri colleghi mi chiedevano cosa stesse facendo la Paganese e loro increduli nel vedere che io ero all'oscuro del risultato. Da quegli episodi favorevolmente conclusisi s'è insiedata in me la strana convizione: Non è vero ma ci credo. In questo campionato l'ho rispolverata a Cosenza e, mentre la Nazionale naufragava al Bernabeu contro la Spagna in quel che sarebbe divenuto l'inizio della tragedia che ci ha portato fuori dai mondiali, io ero al ristorante a mangiare la pizza, volontariamente, senza seguire gli azzurri che espugnavano il S.Vito-Marulla. Ieri approfittando dell'invito a pranzo di mia sorella, sorpresa come tutta la famiglia nel sapere che non avrei seguito la partita della Paganese, mi sono isolato dalla Sicilia. Era troppo importante la posta in palio, anche se il giorno prima con il mio carissimo amico Paolo Saturno, parlando di Paganese e calcio in generale come facciamo da 35 anni, avevamo pronosticato due risultati: la vittoria della Paganese ed il pareggio tra Benevento e Milan. Sono ovviamente coincidenze, adesso non chiamateci per farvi compilare la bolletta delle scommesse. Ecco ora mi direte anche che non devo seguire più la Paganese: purtroppo non ci riesco, lo faccio solo in casi d'emergenza. Al di là delle mie scaramanzie, figlie solo dell'amore per questi colori, ieri è avvenuto quello che in trasmissione ci eravamo augurati con la schermata: "Clamoroso al Cibali?" Dovendo la Paganese giocare nello stadio del Catania. E' avvenuto, ovviamente non per la mia scaramanzia, ma perchè la Paganese ha sciorinato una grande prestazione, merito di una grande prova di tutti i ragazzi e del lavoro del tecnico. Ho visto poi le tre bellissime reti e soprattutto la capacità di non subirne, cosa rara. Non è vero ma ci credo. Un ottimo viatico per i prossimi impegni di Coppa, a Caserta, e campionato con l'arrivo della capolista Lecce.

Peppe Nocera
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