IN PUNTA DI PEPE

IN PUNTA DI PEPE - SE TRAPANI AVESSE AVUTO LA FORZA DEL BARI...

Dalla prova col Bari deriva la fiducia sul raggiungimento dell’obiettivo stagionale della salvezza.

“Se Raffaele Trapani avesse potuto disporre delle risorse economiche del Bari, in due anni saremmo arrivati in serie A”. Mi piace cominciare da questa massima di un caro amico per analizzare la prestazione della Paganese al cospetto di una formazione grandi firme che ha violato il Marcello Torre in maniera fortunosa e senza mai impensierire il nostro Campani. Sinceramente non ho visto tutta questa grande differenza di valori tecnici sabato pomeriggio sul rettangolo verde. Fa rabbia però uscire sconfitti di misura, in maniera peraltro molto dubbia, senza aver mai veramente corso grandi pericoli se non nella ripresa sul tentativo di Antenucci salvato in extremis da Schiavino. Di sicuro c’è che la squadra è apparsa tonica fino al novantesimo, anche se le idee di gioco scarseggiano e questa non è una novità. L’assenza di Gaeta si è fatta sentire, complice anche una giornata non proprio esaltante di Onescu che è apparso talvolta fuori dalla manovra e con troppi errori frutto di approssimazione e poca lucidità. Dando uno sguardo alla distinta di gara devo ammettere che mi sono venuti i brividi. Il truce Auteri può disporre di un organico completo in ogni reparto e con soluzioni a raffica per modificare gli scenari in corso d’opera. Solo i calciatori seduti in panchina avrebbero potuto tranquillamente giocare da titolari in ogni formazione che lotta per il vertice in C. Questo aspetto la può dire lunga sul valore della prestazione offerta dagli azzurrostellati che hanno dimostrato ugualmente di potersela giocare ad armi pari contro ogni avversario. Da questo punto deriva la mia fiducia sul raggiungimento dell’obiettivo stagionale della salvezza.

Queste prime quattordici gare hanno messo in evidenza una squadra che, al netto di alcuni innesti che andrebbero fatti per migliorare qualitativamente la rosa, può tenere testa a tutti. Eccezion fatta per la Ternana, che è apparsa chiaramente di una spanna sopra le altre, non ho visto poi formazioni che abbiano scavato un solco contro la Paganese. Ci sono state sicuramente prestazioni imbarazzanti, vedi Vibo Valentia, abbinate ad occasioni da sfruttare al meglio e per questo motivo dobbiamo solamente morderci le mani per i punti persi in questo girone d’andata. Ne conto almeno cinque in meno.

Tornando alla prova con il Bari sono più le note positive rispetto a quelle da correggere. Temevo la batteria da fuoco dei galletti ma sono arrivate ottime risposte da elementi come Mattia e Cigagna che hanno fornito le risposte che Erra si attendeva in una sfida dove la mancanza di Sirignano è stata neutralizzata senza alcun affanno. Peccato che l’ennesima direzione arbitrale imbarazzante abbia giocato un brutto tiro mancino a distanza di una settimana dai fatti contestati di Castellammare. Il fallo di Onescu non è parso tale ma è stato letale non senza leggerezze di una barriera fragile e ballerina. La mancanza di qualità in mediana è evidente nonostante Bonavolontà provi a dare il massimo ma mancano anche i ricambi e la ricerca del lancio lungo dalle retrovie è un clichè ormai consolidato. A questo punto ben venga la sosta forzata per provare a recuperare fisicamente Benedetti, anche se non arrivano notizie confortanti su questo fronte. Per centrare la salvezza ci sono ancora diverse montagne da scalare e tante partite da disputare. La Paganese però è sul pezzo e contro il Bari ne abbiamo avuto ampia dimostrazione.

Francesco Pepe
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