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REWIND - IL FURETTO CANGIANIELLO: "IL CALCIATORE PASSA, L'UOMO RIMANE. IL PRIMO ANNO FU SPECIALE"

05.01.2018 12:01

Metà anni Ottanta, per due stagioni Angelo Cangianiello è ala della Paganese, uno dei migliori elementi: «Giocavo sulla fascia per mettere palla al centro per gli attaccanti, ero veloce, un dribblomane, a tratti anche amante della palla», si definisce così Cangianiello (in alto, il primo da sinistra) che ha indossato la maglia della Paganese dal 1985 al 1987. 

Due stagioni in azzurrostellato: qual è il ricordo più bello?
«I tifosi. Ho giocato in tante squadre e in tante piazze calde come Torre del Greco, Fasano e Palma Campania, ma ricordo sempre i tifosi della Paganese come qualcosa di eccezionale. Nel 1985/1986, quando andammo a Nocera a giocare il derby storico con la Nocerina, allo stadio c’erano più paganesi che nocerini. Perdemmo uno a zero, la Nocerina vinse quel campionato. Ma l’emozione di uno stadio stracolmo di nostri tifosi resta unica».

Erano i tempi in cui i derby si giocavano anche a porte aperte…
«Sì. E pure all’andata, nella gara disputata a Pagani, lo stadio era stracolmo: il derby era a porte aperte e con tantissime persone».

Torniamo all’esperienza con la Paganese. Ha all’attivo sessantaquattro presenze e tre gol con la maglia della Paganese: qual è stata la rete più bella?
«Ricordo benissimo la partita al Menti contro la Juve Stabua, vincemmo 2-1 e segnai anche io un gol. E poi ricordo come se fosse ieri i gol al Flaminio contro la Lodigiani e quello in casa contro il Siracusa. Anche se il secondo anno fu balordo per problemi societari, io alla Paganese sono stato benissimo. Ricordo che nella mia ultima stagione a Pagani facemmo anche la messa in mora perché dovevamo percepire gli stipendi. Del primo anno ho un ottimo ricordo: ci allenava Fontana, che poi la stagione dopo andò a Udine in Serie A. Sono legato all’esperienza con la Paganese: nella mia palestra ho attaccate al muro anche le riproduzioni di alcuni articoli che ricordano la mia esperienza in azzurrostellato». 

Il legame più bello di quegli anni?
«Penso alla buonanima di Giorgio Di Bari, al presidente Vincenzo Cascone. Ma in generale con tutti i compagni di squadra ho avuto un buon rapporto: Pagliarulo, Mancuso, Ammendola, Izzo. Stavamo sempre insieme. Non posso citarne uno solo, rischio di fare errori. Io sono sempre stato una persona molto solare, ero quello che faceva sempre scherzi, un ragazzino di spirito. E continuo a essere così anche oggi a 55 anni». 

A 55 anni ha appeso le scarpette al chiodo?
«Ho una palestra a Poggiomarino ma continuo a giocare. Ho allenato per vari anni la squadra di calcio locale e ancora oggi mi diletto a giocare in un campionato intersociale di tutti ex calciatori a Napoli: ci sono over 40, 50 e i fuoriquota, in cui rientro io: sono uno dei più grandi».

Da quanto tempo manca a Pagani?
«Mi sento sempre con Franchino di Monica Sport, il magazziniere della Paganese in cui giocavo. Resto dell’avviso che il calciatore passa e l’uomo rimane. E io sono stato bene dappertutto. Spesso vengo a trovarlo a Pagani. Ma allo stadio manco da un bel po’. Vorrei venire a vedere qualche partita prossimamente: ho promesso a Franco che ci saremmo organizzati. Sarei felicissimo di tornare allo stadio».

Barbara Ruggiero
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Di seguito alcuni articoli dell'epoca, inviati dallo stesso Cangianiello alla nostra redazione

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