LA PAGANESE VISTA DA... NOCERA

LA PAGANESE VISTA DA ...NOCERA: E' SERIE C. ORA SI VINCA SUL CAMPO!

Peppe Nocera
15.07.2019 10:07

A distanza di un mese e mezzo, dalla sconfitta del "Ventura" di Bisceglie, la Paganese proprio grazie alle carenze strutturali dello stadio dei nerazzurri riconquista il posto in Serie C. La sfida della riammissione tra gli "stellati" se lo aggiudica la Paganese, forte di un incartamento completo e senza falle, quelle che invece hanno riscontrato al Consiglio Federale del 12 luglio nella domanda della società pugliese. Ancora una volta, in quanto a incartamenti, documentazioni e bilanci la Paganese in serie C detta legge e non è seconda a nessuno. Ormai, quando di questi tempi - e capita spesso - la Paganese è impelagata in partite extracampo, state sicuri che alla fine, avendo la ragione a favore, il presidente Trapani arriva sino in cima all'Everest per tagliare il traguardo, risultando sempre primo. Il bilancio in regola e l'assenza di punti di penalizzazione hanno avuto la meglio rispetto a chi sul campo ha fatto più punti e vinto anche la semifinale dei play-out. Addirittura questa volta con i tre posti già assegnati, e con la Paganese quarta nella speciale classifica delle riammesse, s'è riusciti a scavalcare lo stesso Bisceglie e rientrare in terza serie.

Una goduria rivedere, nel tabellone generale delle 59, per il momento, future partecipanti al torneo che partirà il 25 agosto, il nome della Paganese tra quelli del Padova e della Pergolettese. Stando alla storia della serie C, che l'altro ieri ha festeggiato i suoi primi 60 anni essendo nata il 13 luglio del 1959, era quasi stonato non vedere il nome della formazione azzurrostellata che si appresterà a disputare il 25° campionato di terza serie, tra C - C2 e C1. Eppure verso le 14 di venerdi scorso un brivido mi ha percorso la schiena, mentre seguivo la diretta di un sito pugliese che raccontava l'evolversi della discussione del Consiglio Federale. Da parecchi minuti tutto era fermo proprio sul "caso Bisceglie" e tra i vari messaggi che ci scambiavamo tra i vari amici è serpeggiato un momento d'ansia. Vuoi vedere che arriva la beffa sul più bello? Invece no. LA PAGANESE E' UFFICAMENTE RIAMMESSA IN SERIE C!

Un traguardo prestigioso per la dirigenza e la tifoseria, ma soprattutto per la città che è depositaria morale di questo simbolo sportivo. Una città che ha voglia di rilancio in tutti i settori e la conferma della terza categoria professionistica del calcio, sicuramente non aiuta in termini pratici, ma dato che c'è, è meglio. Ora però dopo i festeggiamenti, con tanto di fuochi d'artificio che hanno illuminato la calda sera del 12 luglio scorso, bisogna capire quali sono le intenzioni della società.

Non credo sia possibile ed accettabile lo scenario tecnico esibito nelle ultime due stagioni pur capendo le necessità del caso che poi sono state determinanti per questa riammissione. Inaccettabili non sono le strategie del bilancio da tenere a bada, ma le incomprensibili scelte tecniche e di allenatori vari che hanno accellerato l'impoverimento di una rosa già scarsa e non adeguata per la categoria. Si rappresenta una città ed il calcio è passione che deve trascinare entusiasmo e voglia di partecipazione. Questo manca al fianco della Paganese ultimamente: il senso d'appartenza e d'identità. Un connubio indissolubile tra squadra e città. Quella che non segue visceramelte, come la Curva Nord esempio di un ritrovato amore e simbiosi tra i gruppi vera forza motrice in questo periodo, deve ritornare allo stadio e questo è compito della società.

Dalle prime dichiarazioni dei massimi dirigenti, emerse a caldo a riammissione avvenuta, sembra che si abbia intenzione di voltare pagina e creare una squadra dignitosa che si faccia valere, che ovviamente può perdere, vincere o pareggiare ma non che scenda in campo sapendo che quasi sicuramente perde e che bisogna capire solo quanto perda. E' tempo che si rispetti il tifoso ed il tifoso ripaghi la società per questa nuova stagione in serie C. A Pagani ora c'è voglia di calcio vero, quello che fa trepidare, che fa gioire e soffrire. In questi giorni chi mi ferma per strada, scambiandoci gli auguri per il ritorno in C come se fosse Natale, subito dopo mi chiede: "Si ma che squadra facciamo, perchè è inutile fare la C se poi non abbiamo le possibilità per affrontarla". Questo il dilemma.

Penso però che ritornare sugli orrori tecnici delle passate stagioni non sia possibile. Inevitabilmente c'è un naturale senso di rivalsa, il livello del campionato sarà ancora più agguerrito e soprattutto mele marce in giro almeno per il momento su cui sperare, non se ne vedono e poi non si può attenedere 4-5-6 mesi per vincere una partita in casa. Sicuramente tira un'aria nuova in città e spero che tutto ciò possa favorire l'affiancamento di forze economiche nuove per salvaguardare la categoria e creare una squadra che non diventi la barzelletta tecnica dell'Italia di serie C, ma che con onore affronti gli avversari avendo la capacità di giocarsela sino alla fine. Una squadra che giustamente riparta da mister Erra, è già un punto a favore, e si strutturi con gente di categoria che faccia crescere i giovani e raggiunga al più presto la salvezza.

Peppe Nocera
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